IOM al Festival Festivaletteratura 2025: omaggio a Susan Sontag
Anche quest’anno lo IOM – Istituto Oncologico Mantovano ha partecipato con orgoglio al Festivaletteratura, rinnovando il suo impegno nel portare la riflessione sulla cura, la fragilità e la dignità umana dentro i luoghi della cultura.
Il contributo scelto per l’edizione 2025 è stato un omaggio corale a Susan Sontag, una delle voci più lucide e rivoluzionarie del pensiero critico del Novecento. A oltre vent’anni dalla sua scomparsa, la sua parola resta sorprendentemente attuale, capace ancora oggi di accendere riflessioni urgenti e profonde.
Sabato 6 settembre sul palco dell’Aula Magna dell’Università di Mantova si sono incontrate la filosofa Annarosa Buttarelli, la scrittrice e giornalista Maria Nadotti e Lidia Ravera, in un dialogo intenso che ha ripercorso il pensiero e l’impatto culturale di Sontag.
«È stata l’ultima star della letteratura americana», ha affermato Ravera. «Aveva fame di realtà, un bisogno continuo di essere attraversata da ciò che accadeva nel mondo». Ne è prova la sua scelta di vivere per mesi nella Sarajevo assediata, dove mise in scena Aspettando Godot di Beckett, nel bel mezzo del conflitto.
Sontag ha attraversato temi complessi e universali: malattia, fotografia, conflitti, femminismo, filosofia e politica, sempre con uno sguardo autonomo, fuori dalle convenzioni. «Non era accondiscendente – ha detto ancora Ravera – ma una vera attivista del pensiero. Una pop dell’intelletto, in un’epoca in cui solo gli uomini salivano sui podi».
Maria Nadotti, che l’ha conosciuta personalmente, ha ricordato la sua durezza e insieme la sua lucidità, capace di non giudicare, ma di far emergere le contraddizioni: «Per lei era centrale il valore della trasgressione».
Durante l’incontro è stata anche annunciata l’uscita, prevista per gennaio 2026, della traduzione italiana di una conversazione tra John Berger e Susan Sontag sull’uso politico e culturale della fotografia, a cura di Nadotti per la casa editrice Il Saggiatore.
Essere parte di questo evento ha rappresentato per IOM un’opportunità preziosa per riaffermare il valore della cura come atto culturale, come esercizio di ascolto e riflessione.
Perché anche attraverso la letteratura si può parlare di malattia, corpo, dignità. E costruire un pensiero che si converta in azione.do.
Seguici sui nostri social per scoprire i nostri prossimi eventi e progetti!




